
Fieldviewè una casa - se così si può chiamare! – di oltre 370 metri quadrati negli East Hampton, New York. Un progetto partito nel 2007 dal pluripremiato architetto Blaze Makoid, pensato e strutturato per godere appieno della spettacolare vista sulla colorata riserva agricola.

Non c’è lusso più grande della propria serenità. E non c’è serenità più grande di quella che si ritrova nella propria casa. Deve saperlo bene il committente del “Foothills Residence” progettato dallo studio californiano Neumann Meandro Andrulaitis.

BDDW è un piccolo brand americano dedicato alla creazione di mobili e complementi d’arredo dal design senza tempo e dall’eccellente qualità artigianale. Fondatore, designer e anima di BDDW è l’artista, scultore e pittore Tyler Hays.

Per capire Cliff House, occorre fare la conoscenza di Scott Allen, noto e più volte premiato architetto, che da più di 30 anni predilige un metodo di progettazione che ruota intorno a un punto cardine semplice ma fondamentale: rispetto e sviluppo sostenibile del territorio che si va a modificare.

È il 2009 quando Gerhard e Rofer Christ, di Christ.Christ Associated Architects, progettano l’abitazione privata House R. E già l’anno successivo sanno consegnare, nella zona residenziale di Stadtgarten, nel centro della tedesca Karlsruhe, una soluzione unifamiliare, semplice e lineare.


L’idea di far crescere le piante a testa in giù mi diverte. Acqua e terra che sfidano la forza di gravità in cucina, in salotto o – perché no? – in ufficio. E l’innovazione del designer Patrick Morris – di Boskke, azienda che si occupa di giardinaggio evoluto -, non sta certo nel materiale utilizzato, ceramica o plastica 100 % riciclata, o nella grafica.

Una cosa è certa: lasciarsi affascinare da un’abitazione galleggiante è inevitabile. Subito si accende infatti quell’immaginario romantico di battelli trasformati in abitazioni bohémienne. E magari anche un’idea più ‘modernizzata’ con una bella bicilindrica custom parcheggiata all’ingresso. Quando poi, a questo limbo tra sogno e realtà vi si applicano i criteri estetici e tecnici del design contemporaneo, beh, allora probabilmente siete di fronte a una floating home degli architetti Vandeventer e Carlander, a Seattle.

Non è un caso se ci troviamo a riparlare, in così breve tempo, di Open Source, fai da te e abbattimento dei costi. Probabilmente è il segno della gran voglia di cambiamento, di libertà e condivisione. Questa volta però e parliamo di moda e design e di un progetto tutto italiano. Due professionisti, uno del mondo della comunicazione l’altro della progettazione, hanno unito le loro esperienze per dare vita ad Ultrabox un originale contenitore di idee, creatività, oggetti e semplicità.
Ispirato dal progetto “My Home” del collettivo Recession Design, presentato al Fuorisalone 2011, Ultrabox fonda la sua filosogia sul “Design Open Source” e le teorie del “Design fai da te”.

Perché si continuano a produrre mobili e oggetti d’arredo nuovi, quando nel passato esistono già diverse soluzioni funzionali? La domanda è retorica, perché il processo di elaborazione delle forme è infinito ed è legato alla natura dell’uomo. È sempre avvenuto, avviene oggi e avverrà sempre.
È tutta qui la filosofia di Restart: un progetto nato da un’idea di Maurizio Navone, laureato al Politecnico di Torino e formatosi professionalmente negli studi di Corporate Identity Olivetti.

“Design is an essential part of our time age. Is a way to be see, to sell and to evolve”. Parola di Note Design, uno studio di Stoccolma che con il proprio lavoro testimonia l’antica passione tra il design e gli svedesi. Una storia che domina la scena creativa con le sue linee essenziali, pulite, minimal e colorate.