
Nel lontano 1895, The Stronghold è l’azienda che per prima produce denim a Los Angeles. Il colore per la tintura viene ricavato solo ed esclusivamente dalla pianta dell’indaco e, appena usciti dal telaio, i pantaloni mostrano internamente la caratteristica cucitura della cimosa. E ancora oggi, il brand californiano – dal 2004 di proprietà dei fashion designer Michael Paradise e Michael Cassel -,

Il denim “raw-oriented” di Tellason nasce nel 2009, a San Francisco, dalla volontà degli amici Tony Patella e Pete Searson – nel settore da un ventennio – di creare qualcosa che potesse durare nel tempo. Così, per il primo anno si concentrano nella produzione di un solo fit e un solo denim, riuscendo a farsi conoscere.

La storia di Samurai Jeans parte da Osaka, nel 1997. È qui che il brand di Nogami-san, inizia a farsi apprezzare come raffinato produttore di raw denim, unwashed e cimosato. Un heritage di workwear tradizionale, dall’elevata qualità – e prezzo - per edizioni vendute spesso in tiratura limitata. Cultore della pura giapponesità, Samurai utilizza in alcuni casi la patch in pelle – originariamente usata da boscaioli e cacciatori occidentali per lucidare la lama dei propri coltelli – per divulgare la propria tradizione, raccontando aneddoti a volte curiosi.

Il denim artigianale e cimosato ha un fascino che va spesso oltre il mero fattore estetico. Il solo sapere di indossare un pezzo creato da un antico telaio a navetta – proprio come quelli utilizzati dai produttori americani degli anni cinquanta – per alcuni incrollabili estimatori, è una sorta di garanzia morale, un’informazione dal sapore autentico. Quando poi, ogni singolo paio di jeans è tanto “soft“ nella vestibilità quanto “durable” nella vita quotidiana allora, probabilmente, parliamo ancora una volta di Giappone.

Un jeans di 14,5 once è la normalità. 15,5 once viene considerato pesante. Ma quando un denim sfiora le 18 once, poi le 21 fino a spingersi addirittura a 25, beh, il tessuto diventa heavy. Heavy e dal cuore di ferro, Iron Heart appunto. Creati in Giappone da quasi 30 anni e fatti ancora come una volta, questi jeans classici e dal gusto pulito utilizzano un heavyweight denim ottenuto solamente da fibre lunghe di cotone.


Per apprezzare appieno un denim Kapital, occorre conoscerne prima la storia. Dunque. Nel 1984, a Kojima nasce Capital – no, la C non è un refuso -, una fabbrica appassionata di cucito e tutto ciò che è “craftsmanship“. La sua città natale è all’avanguardia nell’uso del “momen” – una fibra derivante da corteccia di gelso – e già famosa per il “tabi”, le tradizionali calze giapponesi. Ma quando la richiesta di tabi comincia a diminuire drasticamente, l’industria manifatturiera è costretta a reinventarsi.

Un design classico, volutamente tradizionale. Dettagli curatissimi, ampi ricami artigianali in indaco naturale e patch in pelle di cervo, per quattro ispirazioni e quattro diversi modelli. ‘1950’ ha un taglio classico, confortevole e piacevolmente assottigliato a partire dal ginocchio. ‘1980’ è sottile e dritto fino alla scarpa, in puro stile Eighties.

Che i jeans di questa label nipponica dovessero diventare una sorta di oggetto di culto per gli appassionati di denim lo si sarebbe potuto intuire già dal nome. Momotaro è infatti un simbolo della tradizione folkloristica giapponese, un ragazzo capace di sconfiggere i demoni che imperversano nel suo villaggio. E questa storia rivive oggi nell’etichetta di uno dei marchi più rispettati al mondo nella produzione di jeans, realizzati appunto nel mitico luogo di nascita di Momotaro, Okayama.

3×1 è una nuova label di denim e un nuovo concept store, probabilmente, unico nel suo genere. L’idea è di Scott Morrison, una vera garanzia nel mercato del denim di qualità, che dopo i successi di Paper Denim & Cloth e Earnest Sewn, sembra pronto per una nuova sfida. 3×1 (nome che deriva dal processo di tessitura standard del denim 3×1 Twill Right Hand) nasce con l’intento di spingere verso nuovi confini il concetto di abbigliamento in edizione limitata e on demand, creando qualcosa di originale, esclusivo, difficilmente replicabile e strettamente connesso alla città di New York e ai suoi ritmi.

Baldwin Denim, come suggerisce il nome, è una label piuttosto giovane che ha fondato la sua filosofia su un concetto – molto, molto gradito al sottoscritto - di denim classico, pulito e autentico. I jeans infatti sono progettati e realizzati in quel di Kansas City, ma i tessuti arrivano dal Giappone. Ovviamente cimosati e di ottima qualità.
Linee essenziali, un taglio classico, tessuti robusti, i jeans di Matt Baldwin, sembrano costruiti per durare. E l’usura e gli squarci del tempo non fanno altro che donare a questi capi una propria personalità e un carattere il più delle volte impossibili da replicare.