
Men’s Reverie, prima conosciuto come Men’s Mentore, è una piccola webzine indipendente dedicata a un lifestyle maschile, particolare e – forse – raffinato. Ha radici ben salde a Milano, ma occhi puntati sul mondo. Sempre alla ricerca di cose interessanti, curiosità, eventi, storie, oggetti, accomunati da un unico filo conduttore: cura e passione.
Dall’abbigliamento al design, dall’architettura all’arte, dalla fotografia a qualche piccola riflessione sulla società, Men’s Reverie è un luogo informale e “leggero” dove può capitare di trovare un capo super classico accanto a una label ancora poco conosciuta, il lavoro di un artigiano di talento e quello di un promettente designer, una mostra poco pubblicizzata e l’ultimo giocattolo tecnologico. Una selezione che nasce assecondando unicamente il proprio gusto personale e soltanto per il piacere di farla. Senza mai cercare di arrivare primi sull’ultima novità o provare a essere forzatamente trendy. Anche a costo di andare “orgogliosamente” controcorrente.
Men’s Reverie è una piccola voce divenuta però col tempo (forse) anche un utile punto di riferimento, che ha l’unica pretesa di condividere le sue passioni, e le sue molte “fissazioni”, con il suo pubblico, perché “Il bello è finalità senza scopo”, come meglio – molto meglio – di me ha detto un certo Immanuel Kant.
Insomma, in un mondo dove tutto è ormai a portata di mano, in cui le opportunità certamente si moltiplicano, ma il tempo per goderne è sempre più limitato, Men’s Reverie prova a incuriosire – quasi – ogni giorno i suoi lettori con una piccola dose di storie, idee e oggetti. Men’s Reverie è tutto questo: voce, passione, curiosità senza nessuna finalità commerciale. Ma in fondo, niente paga di più di veder realizzata una delle proprie passioni.
Nato un po’ come scommessa personale: dimostrare, alla luce del “digital change” dei nostri tempi, che erano necessari strumenti differenti e più affilati per ragionare di comunicazione nel lifestyle market. Men’s Mentore, divenuto poi Men’s Reverie, si è rivelato presto una scommessa assai utile. Nel giro di pochi anni è diventato uno stimolante – e in parte credo anche autorevole – punto di riferimento per consumatori curiosi, appassionati, ma anche professionisti che operano nel mercato del lusso, dell’abbigliamento e del Lifestyle. Un luogo che è divenuto suo malgrado anche un potente e affilato strumento di promozione e reputazione per alcune aziende e marchi italiani interessati a farsi conoscere – o riconoscere – anche oltre i confini nazionali.
Oggi Men’s Reverie è riuscito a conquistarsi una buona considerazione anche a livello internazionale. Un piccolo ed esclusivo palcoscenico, un raffinato e autorevole strumento di ricerca e un’utile archivio in continua evoluzione di case-history, best practices, spunti e insight.
Ma oltre a tutto questo, Men’s Reverie è anche il risultato delle competenze, sensibilità, capacità ed esperienze messe in campo da una firm di comunicazione e strategia: Molteplice.
Attuale publisher di Men’s Reverie, Molteplice è una consultant firm di strategia, comunicazione e design, con un focus specifico su prodotti e marchi legati al mondo dell’abbigliamento, del lusso, del lifestyle. Prodotti e marchi spesso di nicchia ma con audiences importanti e sempre più internazionali. Audiences composte un pubblico attento ed esigente, non sempre facile da raggiungere e, soprattutto, convincere.
“Cosa fare, come farlo e con chi farlo”. Il principale obiettivo di Molteplice è proprio quello di aiutare a rispondere a queste tre apparentemente “semplici” domande nel modo più efficace e consistente, utilizzando tutti i key services necessari e operando organicamente sia in ecosistemi digitali che analogici.
Un milanese con la valigia sempre pronta – o quasi -, a cui piace viaggiare e guardarsi intorno sempre con la stessa curiosità e con ancora la voglia di lasciarsi sorprendere.
Marco Ravanetti è art director, designer, consulente e direttore creativo di giorno; editor e researcher senza pace di notte. Ha studiato architettura, ma ha passato la vita (e continua ancora oggi) in comunicazione, progettando campagne e annunci pubblicitari, fornendo consulenza d’immagine a brand e aziende piccole e grandi, note e sconosciute.
Da quando ha messo in piedi prima Men’s Mentore e poi Men’s Reverie, ha in pratica smesso di avere una vita sociale. I suoi amici non si ricordano quasi più che faccia abbia, ma adesso, quando va al Pitti c’è un sacco di gente che lo saluta “con affetto”. E poi, ci sono i tantissimi amici di Men’s Reverie, che ogni giorno, semplicemente passando a dare un’occhiata, rinnovano la sua voglia di andare avanti così, sempre con la stessa naturale curiosità e passione.