Pitti Uomo 85. Alla ricerca di rassicurazioni, punti fermi e di un sussulto.

gen 10, 2014 | Filed Under Point of View | Comments 4

Certo la concomitanza, anzi sovrapposizione, della settimana della moda fiorentina con quella londinese, non ha aiutato molto. Certo, permane la sensazione di una crisi che sembra non avere nessuna intenzione di rinunciare alla nostra – sempre più proverbiale – ospitalitá. Aggiungiamo poi pure la concorrenza di paesi di cui fino a ieri ignoravamo quasi l’esistenza, le stagioni che davvero non sono più quelle di una volta e il quadro finisce per non essere dei più esaltanti.
Insomma, temperature incredibilmente miti e molti, molti sorrisi tirati. Compreso il mio.

La sintesi – ovviamente sempre di parte – è che non mi pare di aver visto nulla di particolarmente brillante o interessante. Scrivo però un “mi pare”, con la consapevolezza che il mood che stiamo attraversando e patendo, sarebbe in grado di abbattere anche il più incrollabile degli ottimisti.
Ciò detto, resta da capire se c’é qualcosa che si puó ragionevolmente tentare almeno per contenere i danni e questa deriva di mercato, umore ed idee.
Non credo – e non ho mai creduto – molto alle scorciatoie. Ne ai colpi bassi o a quelli di teatro, ma temo che sia necessario e ragionevole industriarsi per un reset generale – anche morbido – che consenta di recuperare un pizzico di luciditá, ritrovare l’orientamento e qualche punto fermo da cui ripartire.

Uno dei – purtroppo molti – danni collaterali che mi sembra l’odiosa congiuntura stia producendo è l’inquietante diffondersi della sindrome del “guitto”.
Sindrome che nel piazzale antistante al padiglione centrale continua a produrre comitive di grotteschi e giulivi gitanti disposti a indossare di tutto pur di raccattare un ritratto caritatevole. Negli stand invece, molte – troppe – aziende grandi e piccole disposte a mettere in collezione di tutto e il contrario di tutto nella speranza di ricevere la visita un buyer  misericordioso - preferibilmente giapponese -.

In tutto ciò, la sensazione sempre più marcata, è che stiamo lentamente (?) dilapidando quel patrimonio di gusto, cultura, autorevolezza, e perchè no, di una certa – disinvolta – eleganza, che ha reso in più di un’occasione il “made in Italy” un grande volano. Un veicolo formidabile di promozione e influenza che mai e poi mai si abbasserebbe ad elemosinare approvazione o consenso.

ps: anche questa volta, solo un paio di reportages, e senza troppa convinzione. Troppa concorrenza e poca voglia di “elemosinare” uno scatto. Delle poche novità presenti, ho mediamente apprezzato più gli allestimenti che le collezioni. Tra questi, molto piacevole quello – l’allestimento – di Atelier Scotch.
Per il resto resistono i cavalli di battaglia storici: Salvatore Piccolo su tutti, seguito – giusto per citarne alcuni – da: Tricker’s, Arc’ Teryx Veilance, Resolute, Edwin, Francesco Maglia, Bevilaqua, Sartoria Cicli, Nemen, Esemplare, Ernesto, Paraboot, Superduper, Barena, Knitbrary, Sè by Icho, Henderson, Ioweyou, Grevi, Howlin, Private White VC, Diemme, Bonastre, Buttero, Hancock, Nanamica. Tutti ovviamente non in ordine alfabetico nè di importanza.

Pitti Uomo 85. Alla ricerca di rassicurazioni, punti fermi e di un sussulto.

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COMMENTS

  1. “In tutto ciò, la sensazione sempre più marcata, è che stiamo lentamente (?) dilapidando il “made in Italy”

    Non lapidando.
    Appaltando. A improbabili e improvvisati personaggi creati dal web.
    Almeno per quello che vedo dal mio modesto posto a sedere. Volutamente il più vicino possibile all’uscita.
    Insomma, si riconferma il trend della scorsa edizione.
    Grazie per l’articolo.
    E condoglianze per il sorriso.

  2. Grazie Marco, il tuo pensiero critico, caratterizzato da una sintetica ma perfetta analisi e valutazione di quanto stia accadendo, da forma ad un giudizio più solido e che concilia l’evidenza dei numeri e delle statistiche contingenti, con il pensiero comune di tutti coloro che identificano le capacità italiane, quelle di saper produrre sostanza e qualità, piuttosto che quella di ridicolizzarsi.
    Pitti, sempre più fraintesa per la Fiera delle Vanità.

  3. Heilà. Manca President’s… che ha una bella collezione.

  4. Concordo mai visto tanti uomini vestiti male tutti assieme , convinti che l abbondanza di contrasti materiali colori sia “elegante” mentre l eleganza vera sta nella semplicità ed è ben altra cosa .

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