




















Frammenti di libri, carte logorate dal tempo, brandelli di tappezzerie, buste postali con francobolli e indirizzi. Tutti materiali di scarto e spesso, molto spesso, inutili. Gary Taxali li considera invece preziosi, indispensabili, una vivida superficie da cui ogni suo lavoro prende vita.
L’artista nato a Chandigarh, India, nel 1968 e che ora vive e lavora a Toronto è infatti uno dei più apprezzati esponenti del Low Brow statunitense, grazie all’innato talento comunicativo che sfocia in opere Neo Pop. Il suo più fedele aiutante è il ‘Gocco‘ – sistema giapponese in uso dal 1977 – una sorta di stampante compatta che gli permette di realizzare con facilità serigrafie a colori su ogni superficie. Superfici irripetibili, rese a volte uniche da scarabocchi dei loro ex-proprietari – come un appunto frettoloso preso durante una telefonata -, arricchite quindi con mixed media, timbri autocostruiti o applicazioni. Per una fusione di contenuti, tecniche, linguaggi, lo stile ironico dei primi comics americani di inizio Novecento e la pop art, il rigore del messaggio visivo e il flusso casuale dell’inconscio, un mondo quieto e al contempo frenetico, dove personaggi rassicuranti e minacciosi vestono colori polverosi e la tipografia non è mai ornamentale. E così dopo premi ed esposizioni internazionali, corsi in università e scuole di design, e clienti come Rolling Stone, Paramount Pictures, Levi’s o Coca-Cola, mantenere la stessa – apprezzata – rotta è per Taxali quasi d’obbligo.





















