Archway Studios. A Londra,
un affascinante esempio di recupero urbano. Davvero esemplare.

dic 11, 2012 | Filed Under Home & Design | Comments 4

Sono numerosi i viadotti vittoriani che attraversano Londra per dividerla in quartieri, molti di questi però sono strutture dismesse nelle già congestionate aree centrali. Così lo studio inglese Undercurrent, ponendosi come obiettivo un recupero socialmente responsabile, ha da poco concluso il progetto Archway Studios: un prototipo di casa/studio, costruito sia dentro sia in prossimità di un viadotto ferroviario del diciannovesimo secolo.

Un modello ripetibile di ‘rigenerazione urbana’ dove “specialises in constrained urban sites, brownfield regeneration projects” è l’ambizioso framework di riferimento, per superare sfide uniche in materia di spazio, di luce, di vibrazioni e di rumori. Intervenendo su più fronti, grazie a un anello di sottili lamine d’acciaio che modella lo spazio, fessure all’interno dei fogli segmentati ricavate per illuminare l’arco, o anche attraverso l’isolamento con gomma della struttura. Il tutto, rispettando sempre il contesto e senza mai tralasciare il lato estetico, con le superfici vetrate ritagliate nell’involucro dell’edificio, realizzato con materiali dall’aspetto eroso e in equilibrio appunto con l’atmosfera delle tipiche industrie londinesi. Un lungo, affascinante lavoro di recupero urbano quindi, tanto a favore di una migliore politica sociale, quanto di chi avrà il piacere di ammirarlo da vicino.
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Archway Studios. A Londra,<Br> un affascinante esempio di recupero urbano. Davvero esemplare.
  • nicola

    Davvero davvero interessante.
    A quando, anche da noi, enti comunali, provinciali, regionali, asl, vigili del fuoco, sovrintendenza ai beni ambientali, magistrato alle acque, gestori delle fognature, telecom , gestori telefonia, gestori gas etc etc, permetteranno ciò?
    Perchè siamo capaci anche noi di fare buona architettura, il problema vero è di chi gestisce la cosa pubblica, e questo non è populismo, credetemi!!!

  • Marco T.

    Lezioso ma progetto interessante…sono in perfetto accordo con Nicola, se guardiamo ai limiti imposti dai diversi comuni, c’è da mettersi a ridere…giusto per non piangere…vi segnalo comunque uno studio di architettura che realizza cose “normalmente contemporanee”: http://www.cparchitetti.it…ottimo esempio di cosa potremmo fare in Italia senza tutte le restrizioni che ci sono…

  • Mariano

    Purtroppo siamo vittime della burocrazia. Sovraintendenze alle belle arti, piani regolatori fatti per far comodo a chi si vuole, millemila permessi e concessioni. Eppure abbiamo un patrimonio immobiliare abbandonato, di grande valore, di proprietà dello Stato. Si potrebbero rimpinguare le casse dell’Erario e recuperare centinaia di siti dall’abbandono e dal degrado. Molti immobili sono posti in luoghi particolarmente belli, io da siciliano subito penso ai fari o a varie caserme.

    Un vero spreco.

  • Alessandro

    non c’è cultura!…ho assistito di persona a demolizioni di vecchi oleifici e cantine vinicole per far posto ai “soliti palazzi” con venti appartamenti per poterci “guadagnare” il triplo!..che tristezza questo “paesone”!