Lebbeus Woods. Addio a un artista visionario tra genio, follia e il ricordo di molti.

nov 19, 2012 | Filed Under Look and Feel | Comments 4

Il 30 ottobre si è spento a New York un autentico visionario, il settantaduenne Lebbeus Woods. Dopo gli studi di Architettura in Illinois e di Ingegneria alla Purdue University, lavora presso gli uffici dell’architetto Eero Saarinen, arrivando al successo con un personalissimo percorso di sperimentazioni anticonvenzionali.

È il 1976 infatti, quando l’artista statunitense elabora la sua teoria dei sistemi in crisi, realizzando alcuni edifici a L’Avana e altri in Cinacome il più recente Light Pavillon di Chengdu – e ispirando al contempo moltissime personalità, spesso grazie a visioni provocatorie e messaggi politici. Ecco allora oltre un centinaio di ‘Early Drawings’, ovvero una raccolta delle sue realtà possibili dagli anni ’80 in poi – fino all’aprile scorso alla galleria Friedman Benda -, per un viaggio concettuale al quale Woods invita(va) lo spettatore: una serie di mondi probabili e graficamente eccezionali, decostruiti e quindi rinati. Per un’architettura quella di Woods che spesso, oltre a stupire, sapeva mutare anche l’ordine sociale.

ps: nel 1996 Woods fa causa, vincendola, i produttori del film ‘L’esercito delle 12 scimmie’, in quanto una delle sue opere viene copiata per una scena.
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Lebbeus Woods. Addio a un artista visionario tra genio, follia e il ricordo di molti.
  • nicola

    La capacità di essere un “visionario”, mi ha sempre commosso e suscitato un pizzico di invidia, in quanto la visione di un mondo diverso ,da qual si voglia punto di vista, diventa possibile.

  • Alessandro

    un “Grande”.

  • Marco T.

    Sempre interessante il lavoro dei visionari…magari con una mano così felice…in Italia meriterebbe una retrospettiva l’architetto Antonio Sant’Elia…un grande futurista con una visione limpida del futuro dell’architettura…

  • Olaf

    @Marco: purtroppo, molto di quel futuro è diventato il nostro presente e, con l’abbrutimento che spopola, dici bene: non rimane che darsi alla retrospettiva per trovare un poco di sollievo.
    da rivedere il film alla luce della citazione!
    saluti.