Lardini. Una label italiana dal passato promettente. E un presente ancora tutto
da scrivere.

nov 21, 2012 | Filed Under Style | Comments 8

Lo stabilimento di Filottrano, in provincia di Ancona, è l’emblema di Lardini. È qui che dal 1978 i quattro fratelli Andrea, Luigi, Lorena e Annarita si occupano dei loro capi, dal design fino alla realizzazione. Inizialmente producendo abiti per altri brand – anche noti, come Valentino o Versace -, finché nel 1993 decidono di lanciare la loro prima collezione uomo firmata Lardini.

Così oggi, grazie alla tradizione sartoriale abbinata a un know how fatto di esperienza, ricerca e innovazione, la label marchigiana presenta la sua nuova collezione: la FW12 precisamente, dove la parola d’ordine è “superlight”.
Le giacche, dalle forme rinnovate, sono infatti da indossare con la disinvoltura di una maglia, i cappotti sfoderati sono in tessuti leggeri e con punto vita ben disegnato, mentre quelli foderati sono concepiti in trame più pesanti ma sempre molto morbide.
Lardini sembra dunque avere molti degli ingredienti giusti per veder crescere con soddisfazione la propria reputazione, a patto di evitare il sito ufficiale, francamente inguardabile, se non addirittura inquietante.
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Lardini. Una label italiana dal passato promettente. E un presente ancora tutto<Br> da scrivere.
  • Simone

    Ho una loro giacca, comprata 4-5 anni fa. Il fit (allora) non era asciuttissimo anche se la qualità non si discute.

    Sarei curioso di vedere i capi della nuova collezione. Chi li tratta a Milano?

  • nicola

    Personalmente, trovo lo shooting terrificante, mentre vedo alcuni capi dai tessuti davvero interessanti, come gli operati o i pied de paule, altri francamente passatelli e poco coinvolgenti.

  • Alessandro

    i cappotti li trovo “speciali”!..gli adoro!

  • Francesco P.

    Tessuti stupendi, fit piu tirato rispetto ai primi anni, prezzi forse un po aumentati. Un’anteprima: in occasione del Pitti lanceranno una nuova label maschile, con il mio amico Gabriele Pasini.

  • ulrico ermacora della richinvelda

    Si belli i cappotti. Rilancio la domanda di cui sopra: dove a Milano?
    Mandi a duc
    Ulli

  • Marco T.

    Scatti orribili, capi splendidi…però per una questione economica (di questi tempi predominante) ho “scoperto” Luigi Bianchi Mantova, vedo attinenze tra i due marchi, hanno uno stile di base che li accomuna…

  • &02

    Oggettivamente la collezione è sempre ricca di stimoli dal punto di vista dei tessuti e dei pattern. Per quanto riguarda le vestibilità, è un drop 7 moderato che va a tutti…non c’è più bisogno in questo mondo di esasperazione e giacchettine strette e corte. Il cappotto con la martingala e lo spacco chiuso da bottoni dal vero è stupefacente.

  • Lucio

    … Non mi fermo agli scatti… A mio avviso collezione stupefacente per tramatura e qualità dei tessuti. I cappotti straordinari.