Mettete dei pomodori nei vostri balconi! Crisi economica, necessità o passione, la filosofia degli orti urbani sembra guadagnare sempre più spazio nello scenario delle grandi metropoli dei nostri giorni. Una goccia di verde in un mare di cemento, un nuovo modo per coltivare la città, non solo con ortaggi, ma anche con l’idea di una nuova architettura sostenibile.
Dai vasi in balcone agli orti sociali, fino ad arrivare al Brooklyn Grange: il più grande orto urbano del mondo.
Nato da un’idea di Ben Flambers, un trentenne arrivato a New York dal Wisconsin, che ha cominciato nel 2009 le sue prime coltivazioni sul tetto di un palazzo a Brooklyn, l’ambizioso progetto di rooftop farming è stato reso possibile grazie a una combinazione di finanziamenti privati e web crowfounding e al lavoro di un team di volontari formato da botanici, agronomi e architetti.
Oggi Brooklyn Grange con i suoi oltre due ettari di tetto coltivati tra il Queens e Brooklyn ha già venduto circa 40.000 kg di verdure ai ristoranti e ai mercati cittadini della zona, diventando un punto di riferimento e un’attrazione per gli amanti di prodotti biologici. Le coltivazioni sono, infatti, 100% bio, è vietato l’uso di prodotti chimici e il terreno utilizzato “rooflite” è un mix di compost biologico e terricio proveniente dalla Pennsylvania.
Brooklyn Grange ha esteso le sue attività con l’allevamento di galline e l’apicoltura e con alcuni progetti sociali per le scuo. Lo studio Group Theory ha messo in produzione un documentario che offre un bel ritratto del progetto Brooklyn Grange, di cui possiamo vedere in anteprima alcuni frammenti.
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