













A volte è l’obiettivo di un fotografo il più obiettivo di tutti, e il difficile lavoro di Charlie Crane pare infatti esserne l’esempio. Il londinese, dopo aver atteso per più di un anno il permesso di entrare a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, con la propria macchina fotografica è riuscito a coglierne sfumature taglienti-.
Così Crane, con due guide che dovevano accompagnarlo in qualsiasi momento, per fotografare sotto la superficie ha dovuto fotografare la superficie stessa, ritraendo “ciò che loro vogliono farti vedere”. Ecco quindi una Pyongyang esattamente come il regime si aspetta che tu la (ri)conosca, per una serie di foto – diventate anche un libro – dove il tutto appare ordinato, le persone di plastica e la luce è fredda, formale. Una profonda immersione nella più parallela delle verità, specchi per bugie di un regime tanto autoritario quanto, ai nostri occhi, incomprensibile e davvero poco credibile.
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