






Bart Creasmane Cass Baltz giocano a calcio insieme, ai tempi del Davidson College. Un’amicizia che prosegue anche quando, dopo la scuola, Cass si trasferisce a Raleigh, capitale della Carolina del Nord, per lavorare come ebanista nel negozio del padre. Qui rimane folgorato dalla bellezza di una penna Montblanc Meisterstück, e cresce in lui la voglia di approfondirne la storia
Così a 26 anni, dopo aver coinvolto l’amico Bart di poco più grande e lasciato le rispettive occupazioni, fondano insieme la Baltz Fine Writing Instruments, nel settembre del 2011. Qualità eccelsa, cura maniacale dei più piccoli dettagli e un prezzo “ragionevole” – 150 e 160 dollari al pezzo – creano uno spiraglio nel difficile universo delle luxury pens, dove dominano – ma a prezzi decisamente superiori – colossi come Montblanc, Waterford o William Henry. “Make a statement without writing a word” è il pensiero Baltz che prende forma in tre modelli chiamati “Carraway” - in legni African Blackwood e Birdseye Maple -, “Holden” - in African Blackwood e Padauk – e “Barnes” - in Padauk e Birdseye Maple -, dove il corpo centrale è realizzato appunto con due diversi tipi di legno e la superficie lisciata gradualmente, tramite una dozzina – o più – di sottili fogli di carta vetrata. Il sistema di scrittura poi è un Rollerball – più precisamente il duraturo e veloce ad asciugarsi Schmidt 9000 Easyflow – e le parti metalliche – con una “B” corsiva incisa – sono placcate in rodio, preziosità vicina al platino. Ma oltre a materiali e lavorazioni, la qualità più importante sembra proprio essere – e in fatto di penne non è così scontato – il tratto che lascia sulla pagina.
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