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feb 21, 2012 | Filed Under Look and Feel | Comments 2

Vivian Maier. I chiaroscuri di una passione lunga tutta una vita.

Vivian Maier. I chiaroscuri di una passione lunga tutta una vita.

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Chi è Vivian Maier? È un’amorevole bambinaia. È un’accanita socialista. È una femminista. È una donna schiva e riservata. Sono gli occhi che hanno immortalato circa vent’anni di vita americana. Supposizioni e certezze, verità e finzioni, toni chiari e scuri: la vita di Vivian Maier sembra una vecchia foto in bianco e nero, sbiadita dal tempo. E la sua storia è quasi un’amara fiaba dei giorni nostri.

Una fiaba che per caso nel 2007 quando John Maloof un fotografo dilettante di Chicago, acquista per 400$ a un’asta fallimentare, degli scatoloni contenenti vecchi negativi mai sviluppati. Maloof non trovò esattamente quello che stava cercando, ma si ritrovò davanti molto di più: un vero tesoro. Circa 40 mila scatti che coprono un periodo che va dagli anni ’50 ai ’70, quasi esclusivamente immagini rubate per le strade di Chicago che Maloof comincia a pubblicare sul blog: “Vivian Maier – Her discovered work” che viene subito notato, seguito e amato da tanti. Venti anni di storia americana che tornano alla luce, e a nuovo splendore grazie alla fortuna e al buon occhio di Maloof che scoprì il nome di Vivian Maier su una busta – all’interno della preziosa scatola - con alcuni negativi sviluppati e a lei indirizzata.
Giorno dopo giorno le immagini pubblicate danno vita a una collezione unica di street photography d’epoca contribuendo alla nascita del mito della fotografa, la cui vita è ancora in parte avvolta nel mistero.
Quando nel 2009 Maloof si imbatte nel necrologio di Vivian Maier, comincia ad approfondire le sue ricerche sulla fotografa. Ed è grazie a lui che oggi sappiamo qualcosa in più e che si è accesso un vero interesse per questa straordinaria fotografa, sono in preparazione infatti un documentario “Finding Vivian Maier” e un libro, edito da Powerhouse di prossima uscita.
Vivian Maier ha origini francesi è arrivata negli Stati Uniti intorno agli anni ’30, ha lavorato prima come commessa e poi come babysitter e badante. Nel tempo libero e per pura passione ha scattato ininterrottamente fino agli anni ’90 per poi archiviare migliaia di negativi, mai sviluppati e mai stampati, nella maggior parte dei casi semplicemente perché non aveva abbastanza denaro per farlo. Un archivio fotografico impressionante di circa 100.000 negativi. Nel 2007, a causa di pagamenti insoluti, parte della produzione di Vivian viene ceduta, insieme ad altri mobili d’epoca, e a quel famoso armadietto di archiviazione contenente i 40mila negativi ritrovati da Maloof.
Le fotografie della Maier, per lo più in bianco e nero, sono pregne di realismo, di momenti di vita catturati in un istante, e di una nitidezza che ricorda inevitabilmente l’opera di Henri Cartier Bresson e del fotografo spagnolo Luis Ramón Marín. Immagini indelebili, ironiche, toccanti, bambini, anziani, donne, indigenti, emarginati, e tutta la vita di quegli anni a Chicago e New York.
In un tempo in cui le macchine fotografiche sono sempre più evolute, e i software di fotoritocco sempre più efficienti le immagini di Vivan Maier ci ricordano quello che conta davvero per essere un buon fotografo è uno sguardo fuori dal comune. Quello sguardo che possiamo sbirciare negli autoritratti di Vivian Maier. E guardando in fondo a quegli occhi forse un po’ riusciamo a comprendere davvero: chi era Vivian Maier.
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COMMENTS

  1. Dire SPLENDIDE è dire poco…amo la carica comunicativa che ha o aveva, la fotografia del ’900. Le foto sono davvero bene fatte, autoritratto compreso…

  2. foto vere!…adesso invece con una digitale e programmi di ritocco vari sono tutti fotografi!…bellissime…

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