Katy Grannan. Scatti senza luogo né tempo,
per l’insolita arte di ritrarre gente comune.

feb 28, 2012 | Filed Under Look and Feel | Comment (1)

Katy Grannan nascenel 1969 a Arlington, un sobborgo di Boston, Massachusetts. Per i suoi ritratti si ispira a Diane Arbus e August Sander, ma anche agli insegnamenti di Ingres e Manet, all’iconografia delle pin-up e alla fotografia fashion. I suoi scatti amano la gente comune, persone vulnerabili e sconosciute, rivelandone disillusioni, stranezze, pensieri. E le strade californiane di Los Angeles e San Francisco, con tutta la loro eccentricità, sanno essere un teatro perfetto.

In “BoulevardKaty esplora dei soggetti tanto bizzarri quanto comuni, per una raccolta di foto dove visi e corpi di persone qualunque diventano i protagonisti di una storia senza tempo, che si potrebbe svolgere in qualsiasi luogo. Immagini vere, vivide, violentemente contrastate, ma allo stesso tempo così irreali, che si stagliano contro un muro bianco, luminosissimo. E a rendere speciale l’insieme è anche la metodologia dell’artista, che scatta sempre con il sole allo zenith, a mezzogiorno.
La fotografa, attratta fin dall’infanzia da tutto ciò che “non è visibile“, cerca i suoi “modelli” tramite piccoli annunci sui giornali locali, sperimentando – ignorandone la storia – l’affascinante vulnerabilità dei suoi prossimi protagonisti. Perché tra lei e il soggetto possa avvenire una sorta di legame clandestino, dove lo scenario – che sia una spiaggia, la stanza di un motel oppure un prato – contribuisca a questo senso di distacco.
Ecco allora i volti spesso tesi e le membra quasi rigide, come nei suoi ritratti di grande formato chiamati “The Westerns“. Istantanee “della strada accanto“, quelle di Katy, che anche dopo avere esposto al Whitney Biennial, al Guggenheim Museum di Bilbao e al Palm Beach Institute of Contemporary Art, continua a vivere e lavorare vicino a San Francisco, a Berkeley.
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Katy Grannan. Scatti senza luogo né tempo,<Br> per l’insolita arte di ritrarre gente comune.
  • Marco T.

    Bello questa sorta di iper-realismo fotografico che mette a nudo il vasto genere umano…