Back Home from Pitti 81. Pensieri, riflessioni
e ringraziamenti.

gen 18, 2012 | Filed Under Point of View | Comments 8

Anche se mancano all’appello ancora un paio di pezzi, la sfacchinata fiorentina di Men’s Reverie, può dirsi praticamente conclusa e, credo, anche in maniera piuttosto positiva. Ovviamente rimane il rammarico di non essere riusciti a dare voce, ma soprattutto “immagini” a un sacco di aziende e labels che lo avrebbero certamente meritato, ma purtroppo, “i potenti mezzi” di chi vi scrive, di più non sono riusciti a fare.

Nella sostanza quindi, un bilancio positivo. Certo, un Pitti che ha registrato un leggero calo di presenze interne ma che, alla prova dei fatti, forse ha significato solo meno “scolaresche in gita premio” e, soprattutto, una maggiore presenza straniera. Far East in prima linea.
Molti debutti e qualche assenza, ma tutto nel senso di un ricambio fisiologico e forse anche necessario. Molte le aziende italiane come ovvio, ma anche moltissime label provenienti dagli Stati Uniti e dal Giappone che hanno finito per consolidare un ruolo sempre più internazionale per questa importante manifestazione.
Ma anche molte aziende italiane impegnate nel difficile compito di resistere a questa congiuntura, alla ricerca di percorsi meno battuti e orizzonti meno angusti. Stridente a questo proposito la presenza ancora molto consistente di marchi italianissimi che continuano imperterriti a coltivare finte tradizioni “British” o improbabili “Ivy League alla carbonara”, spesso con nomi talmente banali o stupidi nel scimmiottare accenti anglosassoni da fare persino tenerezza.

Meglio, molto meglio tutti quei marchi e aziende italiane – spesso molto giovani – che hanno scelto di fare riferimento alle proprie radici, tradizioni, territori. Che hanno puntato sui contenuti e sulla qualità. Che hanno cercato di interpretare qualcosa di “autentico” e genuino.
Bene per chi ha puntato sul “racconto” magari anche didascalico del proprio prodotto, privilegiando però la competenza, l’arte del “mestiere”.
Meno interessante – almeno per il sottoscritto – chi ha invece scelto L’arte – minore – della finta performance, dell’evento quasi mai evento, della mondanità da quattro soldi, delle “guest star” che di stellare, in genere, hanno sempre ben poco.

Sciabolate a parte, la sensazione più interessante che mi pare di aver colto in questi tre giorni trascorsi al Pitti è, nonostante il difficile momento che stiamo attraversando, quella di un ritorno possibile a una bella centralità e autorevolezza del nostro paese in questo comparto. Sensazione confermata anche dalle numerose chiaccherate con omologhi e amici stranieri.
Insomma, non resta che mettercela tutta, magari cambiando qualche abitudine e magari rinunciando a qualcuna di quelle “scorciatoie” di prodotto che, ahimè, sanno più di furbizia di basso livello che di sana lungimiranza.

Chiudo con un piccolo ringraziamento a Luca Merli che anche questa volta mi ha seguito con pazienza e molta rassegnazione. A Jeff Carvalho per la compagnia, le lunghe chiaccherate, e un pezzo di ringraziamenti su Selectismanche se ha postato una foto del sottoscritto semplicemente imbarazzante – che non era affatto dovuto.
Ultimo ma non ultimo, un ringraziamento anche a tutti i lettori che hanno seguito questa mia piccola trasferta e che nella giornata di ieri hanno consentito a Men’s Reverie di superare per la prima volta nella sua storia i 5000 accessi – wow -.

Con affetto e devozione, M.

Back Home from Pitti 81. Pensieri, riflessioni<Br> e ringraziamenti.

Leave a comment or a replay but please be polite and respectful of other opinions


COMMENTS

  1. Bravo Marco, considerazioni importanti che denotano una sensibilità pura per il nostro settore.

  2. Che dire? Grazie di esserti inventanto questo splendido blog che seguo ogni giorno e per il quale mi sono ripromesso di lasciare sempre un commento per ogni singolo post…è poi interessante vedere come la si pensi nello stesso modo…mi riferisco ai brand italiani con nomi improbabili e fintemente esotici. Spero davvero che l’Italia rinasca…senza andare tanto indietro, siamo stati la nazione che ha inventanto la parola design, derivazione diretta dal termine disegno e spero che si torni a fare la voce grossa in tutti i settori merceologici che da sempre ci hanno visto primeggiare…

  3. Bellissimo reportage, come sempre tra i più completi e meglio confezionati disponibili in rete :-)

  4. Complimenti, un reportage di gran gusto e completezza. Ottime foto e selezione dei soggetti. Viva M’sR!

  5. Ottimo lavoro & Grandi considerazioni!

  6. Complimenti e grazie per l’apprezzabile lavoro svolto.

  7. Il mio rapporto con questo blog sta diventando quasi una dipendenza!! Ma ….tranquilli, non ho alcuna intenzione di disintossicarmene:-D Battute a parte, voglio Ringraziare dello splendido lavoro fatto anche in questa occasione!!!

  8. Marco sei veramente molto molto bravo!!!il’unica cosa…mi piacerebbe che mettessi piu’ articoli di aziende nuove…nuovi progetti interessanti!!! Comunque e’ sempre un gran piacere leggere i tuoi articoli…

Leave a Reply