Jürgen Habermas. Ritrovare l’Europa, incominciando dalla democrazia.

dic 06, 2011 | Filed Under Point of View | Comments 2

Il potere è scivolato dalle mani dei cittadini ed è finito in quelle d’istituzioni di dubbia legittimità democratica, come il Consiglio europeo. I tecnocrati hanno messo a segno un colpo di stato silenzioso”. Non sono le considerazioni dell’ultima ora, di qualche leghista sul governo Monti. E neanche quelle di qualche euroscettico pessimista. No, a prendere con decisione la parola, è l’autorevole filosofo e sociologo tedesco Jürgen Habermas.

Dalle colonne del settimanale Der Spiegel, il filosofo ottantaduenne della storica Scuola di Francoforte, si schiera in difesa di un’idea di Europa che rischia di scomparire per sempre.
Lo scopo dell’intervento di Habermas, è quello di lanciare un allarme prima che sia troppo tardi per un’Europa in balia dei mercati e guidata da partiti politici che condanna apertamente.

La nostra classe politica da tempo è inetta e incapace di aspirare ad altro che non sia la semplice rielezione. È assolutamente priva di sostanza, non ha principi”.

Un’accusa che Habermas ribadisce anche nel suo ultimo libro – che modestamente definisce “opuscolo”Zur Verfassung Europas – “La Costituzione europea” -, un lungo saggio nel quale il filosofo mostra come l’essenza stessa della nostra democrazia si sia evoluta sotto la pressione della crisi e in seguito del panico dei mercati, passando dai cittadini al Consiglio Europeo, un “ente governativo che si occupa di politica senza essere autorizzato a farlo”.
Ma Habermas non è un pessimista, o un disfattista, ed è anzi, convinto che un’alternativa è possibile. “Il progetto europeo, deve essere trasformato nel suo opposto. Non può continuare in questo modo così elitario. Non è più sufficiente un esercizio di democrazia velato” guidato dalla volontà di pochi Stati forti e privo di autentica legittimità.
L’Europa e l’Unione Europea dovrebbe garantire le stesse condizioni di benessere a tutti i cittadini, intervenendo alle politiche di bilancio dei singoli Stati. Un obiettivo che per essere raggiunto ha bisogno di autorevolezza e di un’ampia legittimizazione che può arrivare soltanto dall’investitura popolare diretta. La soluzione auspicata da Habermas è una “democratizzazione” dell’Unione Europea che passa da un processo di allargamento e di integrazione in cui i media e i politici avranno una funzione rilevante. I media devono aiutare la cittadinanza a capire l’enorme influenza che l’Ue esercita sulle loro vite. I politici dovrebbero capire l’enorme pressione che subirebbero se l’Europa facesse fiasco. “Se il progetto europeo fallirà“, dice Habermas, “bisognerà capire quanto tempo occorrerà per tornare allo status quo precedente. Non dimentichiamo cosa accadde con la rivoluzione tedesca del 1848: quando fallì ci vollero cento anni per tornare al medesimo livello di democrazia di prima“.
Il destino dell’Europa non può essere “consegnato al cestino della storia del mondo”. È il momento di riforme reali e primo passo da compiere è riconoscere che, probabilmente, qualcosa è stato sbagliato nel cucire l’Europa. E se riforma dovrà essere, allora sarà strutturale, una vera ricostruzione che parte dalle fondamenta dell’Unione.
Stanco di vedere l’Europa sognata dalla sua generazione bistrattata così, Habermas probabilmente “l’ultimo degli europei”, mostra una passione, una veemenza e una lucidità encomiabile. La stessa che ci piacerebbe vedere nei nostri politici, nei nostri tecnici e tra tutti noi cittadini.

Jürgen Habermas. Ritrovare l’Europa, incominciando dalla democrazia.
  • Marco T.

    Sante parole…per una situazione identificabile nell’immagine iconografica di un cane che si morde la coda…

  • Alessandro

    ..demoralizzato…non penso altro…che tristezza…nauseato da tutto il “sistema”…rivoluzione tedesca…rivoluzione francese…e non mi viene in mente quella……………………..