The Flat Head. Quando la qualità di un denim
si misura anche con il tempo.

nov 29, 2011 | Filed Under Denim | Comments 4

Il denim artigianale e cimosato ha un fascino che va spesso oltre il mero fattore estetico. Il solo sapere di indossare un pezzo creato da un antico telaio a navetta – proprio come quelli utilizzati dai produttori americani degli anni cinquanta – per alcuni incrollabili estimatori, è una sorta di garanzia morale, un’informazione dal sapore autentico. Quando poi, ogni singolo paio di jeans è tanto “soft“ nella vestibilità quanto “durable” nella vita quotidiana allora, probabilmente, parliamo ancora una volta di Giappone.

È qui, infatti, che dal 1996 prendono forma le idee di Masayoshi Kobayashi per il suo brand The Flat Head. Ecco un sunto del suo pensiero: “At the time of purchase the product is only half complete, it is only fully complete once the garment has melded itself to the unique shape of the individual“. Il nipponico appassionato di cucito, telai e savoir-faire artigianale è fermamente convinto che ogni suo jeans debba essere necessariamente unico. Perché ogni suo modello proposto è un’evoluzione del jeans che si arricchisce con l’utilizzo nel tempo.
L’F310 Raw Denim, ad esempio, è un cimosato pesante – ma non denso – e dal “rosato” tipico che raggiungerà il picco massimo di unicità con la “personalizzazione” di chi lo fa suo. La lavorazione di materiali scelti, effettuata con cura dai più qualificati artigiani, unita al particolare processo di tintura indaco – loop dyeing – che interessa solamente la superficie del filo, fa sì che il denim ‘affievolisca’ gradevolmente nel vintage. Caratteristica comune a ogni creazione The Flat Head. L’innovazione della label, dunque, non passa attraverso una nuova visione di tagli, mode o che altro, quanto dalla ricerca di nuove soluzioni tecniche. Come nel caso del jeans K011 dove il cotone utilizzato è miscelato alle fibre kevlarper chi non le conosce, sono la base dei giubbotti antiproiettile – e diviene 8,5 volte più resistente alla trazione, nonostante il peso rimanga pressoché identico. E l’ostinazione e passione di Kobayashi hanno creato il Flat Head 3001 World Tour, un coraggioso worldwide test in cui i partecipanti hanno potuto provare sulla propria pelle uno dei più confortevoli e duraturi modelli del brand giapponese. Per quattro – e dico quattro – anni.
D’altra parte, se pensate che per fare un paio di denim del genere sono necessari 3 metri di tessuto e molta, moltissima pazienza, beh, quattro anni non sembrano poi così tanti.

The Flat Head. Quando la qualità di un denim<Br> si misura anche con il tempo.

Leave a comment or a replay but please be polite and respectful of other opinions


COMMENTS

  1. ..onore ai Giapponesi che in fatto di Jeans mi sà, dopo aver letto parecchi post, sono diventati i numeri 1..e dire che, se ricordo bene, la “materia prima” per i primi modelli americani l’abbiamo inventata noi!..a me personalmente di questi non piace la cucitura sulle tasche di dietro..sulla qualità mi “inchino”!

  2. I Giapponesi hanno questa grande capacità di ricercare il miglioramento del prodotto praticamente all’infinito; una cultura – ossessione ? – del perfezionamento estremo che li mette in condizioni di esprimere livelli di eccellenza straordinari.
    Passano ore davanti alla larghezza di un passante esprimendo un approccio al concetto di forma e funzione nella quale per “funzione” si intende anche e soprattutto equilibrio estetico.
    Personalmente mi fa piacere notare che in questo caso sia proprio un giapponese a mettere mano alla “sacra” composizione del tessuto rendendolo più moderno – resistente senza essere pesante – inserendo una componente tecnologica come il Kevlar.
    Un denim che davvero va acquistato “raw” per esprimere fino in fondo quel “it is only fully complete once the garment has melded itself to the unique shape of the individual“

    Arte e tecnologia: l’ennesimo tributo all’ approccio tipico del maestro Steve Jobs.
    Si vola alto…

  3. Beh i lavaggi sono belli e noto che alla fine la cucitura sulle tasche posteriori in qualche modo riprende sempre il capostipite Levi’s! A parte ciò. io proprio non riesco ad apprezzare un jeans, diciamo alto di gamma, che sia detto, solo come limite personale! Per il resto sono d’accordo con Alessandro, i giapponesi credo siano diventati davvero i migliori interpreti del pantalone cinquetasche in denim…ne hanno fatto una bandiera…peccato che non ci siano altrettanti esempi di italica qualità…

  4. FAVOLOSI

Leave a Reply