Kapital Denim. Craftsmanship giapponese,
ma ispirazione globale.

nov 17, 2011 | Filed Under Denim | Comments 2

Per apprezzare appieno un denim Kapital, occorre conoscerne prima la storia. Dunque. Nel 1984, a Kojima nasce Capital – no, la C non è un refuso -, una fabbrica appassionata di cucito e tutto ciò che è “craftsmanship“. La sua città natale è all’avanguardia nell’uso del “momen” – una fibra derivante da corteccia di gelso – e già famosa per il “tabi”, le tradizionali calze giapponesi. Ma quando la richiesta di tabi comincia a diminuire drasticamente, l’industria manifatturiera è costretta a reinventarsi.

La conseguenza è la riconversione del momen per la produzione di uniforme scolastiche, facendo leva sul grande know-how di tintura dei tessuti, compresi quelli più ‘pesanti’. Da qui, Kojima, si rilancia e viene riconosciuta dall’intero Giappone come “jeans capital”. È così che nel 1995 vede la luce il primo negozio Kapital, proprio accanto alla fabbrica che già produceva alacremente per altri marchi, per far sì che tutta l’esperienza di tessuti, fili e tinture, bottoni e rivetti, possa essere ancor più apprezzata.
La società vera e propria viene infatti fondata l’anno successivo, ispirandosi nel pensiero sia della tradizione sia del workwear internazionale. Il brand conosce quindi un rapido sviluppo, passando dal suo primo negozio a Tokyo nel 2003, fino agli altri quindici punti vendita in terra nipponica. E nel 2010, Kapital apre anche una fabbrica chiamata “Kountry“, che vanta l’utilizzo di processi di lavaggio innovativi per la produzione del denim. “At the time of an order, if one says, ‘it can’t be made’ in response to a request of ‘I want something like this,’ then that man is not a craftsman. A real craftsman will make it work somehow”.
Ecco il perché di ogni jeans trattato come vero pezzo di artigianato, basato sulla filosofia  dell’originale “blue denim“. Uno studio accurato della tintura in corda dei fili con blu indaco, caratterizzante i suoi tre rinomati colori, che passa per stesure, macchinari, processi, metodi e soprattutto mani sapienti. E dal sapore antico, vissuto, vintage. Il logo della label è una sintesi dell’antica artigianalità e passione, due mani tinte di blu dopo ore e ore di attenta lavorazione del tessuto. Segno evidente del rispetto per chi, materialmente, ne crea i pezzi dopo il pensiero creativo di Hirata Kazuhiro, meglio conosciuto come Kiro. Per una label quantomeno interessante, come lo è del resto il suo “Denim Friend Book – 100 useful phrases – a great way to learn Japanese denim speak -“, una mini guida in collaborazione con l’americano Eric Sato. Sono molte infatti le espressioni che riescono facilmente a strappare un sorriso, come “My little guy got caught in the zipper” o “These Levi XX came from my old man’s dresser!”. Un’altra pittoresca nota di colore, in mezzo a tutto questo notevole indigo blue.

Kapital Denim. Craftsmanship giapponese,<Br> ma ispirazione globale.
  • Alessandro

    ..con un bel paio di Red Wing ai piedi mi sà che c’è nè per pochi?..

  • Marco T.

    Certo che i giapponesi vanno pazzi per il denim…bella storia comunque…i capi boh? Io evidentemente non riesco ad apprezzare i cinquetasche in denim di alta qualità…lacuna mia…