













Che i jeans di questa label nipponica dovessero diventare una sorta di oggetto di culto per gli appassionati di denim lo si sarebbe potuto intuire già dal nome. Momotaro è infatti un simbolo della tradizione folkloristica giapponese, un ragazzo capace di sconfiggere i demoni che imperversano nel suo villaggio. E questa storia rivive oggi nell’etichetta di uno dei marchi più rispettati al mondo nella produzione di jeans, realizzati appunto nel mitico luogo di nascita di Momotaro, Okayama.
È infatti da centinaia di anni la capitale giapponese dei tessitori di cotone e non stupisce che sia proprio qui che nel 1973 venga creato il primo paio di jeans completamente ‘nazionale’. Da allora Okayama e la vicina Hiroshima sono diventate una mecca mondiale per i designer di denim. Il brand, da sempre, utilizza solo cotone proveniente dallo Zimbabwe e rigorosamente raccolto a mano, l’unico in grado di garantire una tale lucentezza e una flessibilità perfetta per la tintura, grazie alla sua struttura fibrosa ottimamente proporzionata. E questo pregiato cotone, quando viene tinto con un tradizionale metodo artigianale chiamato Sho-Ai (True o Natural Indigo) che utilizza lime, zucchero e sakè in aggiunta all’acqua, assume un’eccezionale sfumatura verticale. Conosciuta, e molto amata, come Tateochi. Per capire appieno la filosofia Momotaro, con la sua cura e trattamento maniacali dei tessuti, basti pensare che uno dei telai utilizzati dalla label ha soltanto un altro pari al mondo. Detto ciò, affascina ancor più l’estrema accuratezza con cui mani laboriose e creative svolgono ogni singolo passaggio, a partire dalla scelta dei materiali fino a giungere al lavaggio finale. Trasformando semplici pantaloni in vere e proprie opere d’arte da indossare e vivere.
“Made by hand without compromise” è lo slogan di Momotaro, cinque parole che ne riassumono al meglio tutta la passione per il denim, una qualità comune a tutte e quattro le sue linee: Gold, Copper, Going to War e Vintage Label. Nella Gold Label ritroviamo solo la crème de la crème di tessuti e tecniche della vecchia scuola artigiana, come il “Momotaro” originale, tinto con indaco naturale nella propria fabbrica di tintura e lavorato a mano in un telaio a dir poco speciale. E coccolato sapientemente con l’aiuto di sakè, il vino di riso, per intendersi. Per un modello dal magnifico colore blu e dal sapore rustico, lavato infine per la prima volta con essenza mineralizzata Marin. La Copper Label è invece più ‘morbida’, un tratto distintivo dato dalla speciale miscela di cotone, e presenta all’interno posteriore del pantalone un tessuto tinto con indaco naturale. Per la Going to War ci sono linee bianche, simbolo della tradizione giapponese, sulla tasca posteriore e viene chiamato “Darkest Indigo Blue Denim”, nonostante conservi ancora quel non-tinto che è parte fondamentale del filato. Nella Vintage Label il capo è cucito con un filo più spesso, prendendo una maggiore consistenza, e non presenta alcuna decorazione sulle tasche posteriori. Perché Momotaro possiede una sapienza antica, il meglio tramandato da artigiano a artigiano, per un brand sognatore che è saputo stare al passo con il proprio sogno. Diffondere i suoi ‘genuine jeans’ dalla piccola Okayama verso il mondo.
Momotaro è distribuito in Italia da Alessandro Bruscoli di Stazione AB
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