
La storia della label giapponese Markaware comincia nel 2002, quando il designer Shunsuke Ishikawa – nato nel 1969 nella Prefettura di Hyogo – dà vita al brand Marka. Un nome che richiama diversi significati – tra cui l’anagramma di Karma – e che diventa presto un contenitore di stili e terreno fertile per le sperimentazioni del designer.
In Inghilterra, nell’Università di Plymouth, (r)esiste un laboratorio – uno degli ultimi – che ancora utilizza – e insegna – la tecnica della stampa a caratteri mobili. Inventata nel quindicesimo secolo da Johann Gutenberg, sta rivivendo oggi in mezza Europa – in Italia? – una vera e propria riscoperta.

Chi è Vivian Maier? È un’amorevole bambinaia. È un’accanita socialista. È una femminista. È una donna schiva e riservata. Sono gli occhi che hanno immortalato circa vent’anni di vita americana. Supposizioni e certezze, verità e finzioni, toni chiari e scuri: la vita di Vivian Maier sembra una vecchia foto in bianco e nero, sbiadita dal tempo. E la sua storia è quasi un’amara fiaba dei giorni nostri.

Concettuale, unconventional, o anche anarchico in qualche caso. Il pensiero del designer Jun Takahashi è stato più volte “analizzato” e definito attraverso i suoi lavori, sempre capaci di far parlare di sé. La sua Undercover è infatti una di quelle label dall’animo decisamente poco conformista, ma sicuramente ricca di buoni spunti e ispirazioni.

“One Nine Zero Six is a contemporary collection, designed to make the most of British design and manufactoring”. Una giovane e promettente label questa che partendo dalle radici di Gymphlex – ha infatti come nome il suo anno di fondazione -, brand specializzato in sportswear made in England, riparte e si evolve in una direzione più contemporanea.

“Human sound is also a wave… that changes life of people. Our human voice is, I would say, stronger than tsunami”. Le parole del professore universitario Yoshi(haru) Masuda risuonano forti nell’appassionante corto – scritto e diretto da Mackenzie Sheppard -, ambientato inizialmente nel suo piccolo locale nel Tohoku.

È uno di quei brand, Boglioli, dove sono i materiali, i tessuti, i lavaggi e le tinture a fare la differenza. E che differenza. I capi proposti a ogni sua nuova collezione sono infatti sostanzialmente fedeli al classico – ma con fit estremamente curati -, ma accomunati da una preziosa ricerca “tecnologica”. Dal campo tessile fino a quello dei processi industriali, permettendo così di sperimentare – e realizzare – le molte ispirazioni “familiari”.

Due buone occasioni per parlare, ancora una volta, della label francese Hartford.
La prima è la prossima apertura – prevista per il 4 marzo – di un nuovo store a Parigi nel quartiere di Le Marais al 38 di Rue du Temple. La seconda invece sono alcune immagini della nuova collezione SS 12.

Gyöngy Laky nasce a Budapest, nel 1944, ed è ancora bambina quando si trasferisce negli Stati Uniti. Il suo percorso di studi le porta una laurea alla University of California – a Berkeley, mentre insegnerà in quella di Davis -, a pochi chilometri da San Francisco, nel 1971.

Esemplare si conferma un bell’esempio di label tutta italiana, giovane e determinata a crescere. E pare continui a farlo, soprattutto all’estero, grazie alla qualità espressa e a un bel mix tra memoria del passato, intuizioni contemporanee. Così, anche nella sua nuova collezione SS 12 ritroviamo una scelta interessante di materiali e accostamenti, di linee essenziali ma ricercate e di rifiniture accuratamente lavorate, che accompagna i capi del designer Alessandro Pungetti.